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Cosa posso aspettarmi dal mio esame? Ovvero della scuola e la valutazione, all'origine del contenzioso scuola-famiglia, un'analisi psico-matematica. Seconda puntata.

Come abbiamo visto nella prima puntata, la prima “trasformazione” di una performance “qualitativa”, un compito o un'interrogazione, è avvenuta mediante le griglie, ma non basta. Ora entra in campo la metrica.

Per quanto riguarda l'esame di stato il risultato finale è il prodotto di tre, o quattro, momenti:

  • il percorso scolastico, derivante dalle medie in 10 (decimi, scrivo numericamente per chiarezza), convertite in 25 (venticinquesimi, credito degli ultimi tre anni)

Cosa posso aspettarmi dal mio esame? Ovvero della scuola e la valutazione, all'origine del contenzioso scuola-famiglia, un'analisi psico-matematica. Prima puntata.

Ogni anno al momento dell'uscita dei quadri nasce il contenzioso tra docenti e famiglie con le famiglie che lamentano “ingiustizie” subite e docenti che affannosamente difendono il proprio operato. Con questa serie di post vorrei provare un approccio al problema diverso dalla solita recriminazione reciproca, partendo da come funziona, oggi la valutazione scolastica.

Il "Saggio sulle classi sociali" di Paolo Sylos Labini

Nel 1974 usciva il "Saggio sulle classi sociali" di Paolo Sylos Labini. Economista, in questo saggio Sylos Labini "sconfina" nella sociologia per descrivere la composizione di "classe" della società italiana degli anni '70. Utilizzando dati statistici ed analisi sociale, Sylos Labini contesta la classica ripartizione dicotomica di classe che divide in "borghesia" e "proletariato", identifica una pluralità di soggetti a partire dalle modalità di acquisizione del reddito e non dalla quantità di reddito (in questo segue i classici dell'economia Smith e Ricardo).

Articolo della Prof.ssa e Senatrice Elena Cattaneo

Ringrazio Carmelo Piccioto per il testo

Arduino. La prima prova pratica: accendiamo un led

E' ora del primo esperimento. In informatica quando s'impara un linguaggio di programmazione si scrive un programma che si chiama “Hello world” e consiste nel far scrivere sullo schermo la frase. Con Arduino l'”hello world” consiste nel far lampeggiare un led. Perciò procuriamoci un led

Il LED

Arduino. Un po' di teoria

Va beh, lo so avevo promesso niente teoria, per la verità a me piace più della pratica, mi piace capire come e perchè funzionino le cose, ma in genere quando si sente la parola teoria si pensa a noiosissime lezioni scolastiche. Facciamo così: io la scrivo perché un po' serve. Se sarà noiosa date pure la colpa a me e non all'argomento perché io lo trovo affascinante, alla fine metterò le formule che servono (sono pochissime, una sostanzialmente e su internet ci sono delle pagine che fanno i calcoli per noi), potete anche non leggere.

Arduino. Il software

Per usare Arduino è necessario scrivere un po' codice. Niente paura, su internet si trova di tutto bello e pronto, ma forse voler capire è il motivo per usare Arduino.

Arduino offre un IDE, ovvero un software che garantisce il collegamento tra il computere ed Arduino, la scrittura del codice, il controllo della sintassi… Insomma una cosina veramente carina.

La modalità di installazione ovviamente dipende dal proprio sistema operativo. Il software è liberamente disponibile per Windows, Mac e Linux.

Arduino. La breadboard

AVVERTENZA Chi scrive è assolutamente inesperto in campo elettronico per cui se decidete di seguire queste note lo fate a vostro rischio e pericolo. L'autore del post non risponde di eventuali danni alle attrezzature ed alle persona. Tuttavia quanto descritto è stato, personalmente, realizzato sperimentalmente senza riportare danni.

Arduino. L'hardware

Arduino. L'hardware

 

Vediamo uno schema di Arduino

Cominciamo con quelli che nell'immagine sono chiamati Digital I/O Pins (2-13)

Arduino. Un primo sguardo. Gli acquisti

AVVERTENZA Chi scrive è assolutamente inesperto in campo elettronico per cui se decidete di seguire queste note lo fate a vostro rischio e pericolo. L'autore del post non risponde di eventuali danni alle attrezzature ed alle persona. Tuttavia quanto descritto è stato, personalmente, realizzato sperimentalmente senza riportare danni.

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